La valle deve il suo nome alla notevole presenza di cappelle votive,
santuari e chiese anche molto antiche.
A Castelnuovo Nigra la parrocchiale è dedicata a S. Sebastiano di cui non si conosce l’esatta data di costruzione che pare risalire al 1796, presenta un pregevole pulpito scolpito in legno e stalli corali sobri e severi. Nel centro dell’abitato vi è la cappella di S. Vittorio.
A 3 km, salendo verso la montagna sovrastante, su un vasto ripiano, troviamo la Cappella della Visitazione dalla data incerta (i valligiani parlano dell’inizio del 1800), è una curiosa costruzione, racchiusa fra due altri edifici utilizzati nei tempi passati dai margari della zona, presenta ad una prima occhiata una facciata molto ampia per poi accorgersi che solo la parte centrale è occupata dalla cappella con annesso un piccolo campanile. In essa vi sono affreschi del pittore Stornone.
Se si vuole continuare la passeggiata si può giungere fino al punto di sosta in località Pian delle Nere da cui lo sguardo può veramente spaziare libero dalla Serra al Monviso; ma ancora possiamo proseguire, fino a raggiungere la cava di quarzo a quota 1800 metri circa.
Villa Castelnuovo è il paese natale di due personaggi noti: Costantino Nigra, diplomatico, filologo e poeta (1828-1907) di cui possiamo vedere la casa di famiglia e la sua tomba; De Rossi G.B., teologo, ebraista e storico (1742-1831).
Vi è la chiesa parrocchiale dell’Assunta (1681) a cui si accede tramite una ripida scalinata che sfocia sul portico antistante; al suo fianco possiamo vedere i resti del castello dei S. Martino che, nel XIII secolo, ivi risiedevano, già costruito su altro sito di origine romana.
Da Villa Castelnuovo si può scendere a Castellamonte e, lungo il tragitto si può visitare il Santuario della Madonna della Guardia con la piccola cappella eretta nel 1594 in onore della SS. Trinità dal conte Pompeo di S. Martino.
A Cintano sorge la parrocchiale più antica della valle, dedicata a S. Giovanni Battista risalente al XIII secolo presenta una struttura bassa e massiccia, con facciata a capanna e campanile romanico restaurato nel XVII secolo. L’edificio dalle belle linee architettoniche, con facciata austera arricchita da un atrio sorretto da due doppie colonne a cui si accede dalle due scalette laterali e che presenta un interno a croce latina rovesciata con altari laterali barocchi, ha origini medievali risalenti al 1200. Poco oltre l’edificio che ospita il comune troviamo l’antica cappella di S. Rocco, protettore dalla peste. Proseguendo per circa quindici minuti sulla stessa stradina troviamo la Cappella del Malpasso, piccolo tempio sito nel territorio di Cintano, dedicato a S. Ignazio, viene detto del Malpasso perché secondo la tradizione locale, nel luogo vi era il basilisco, un favoloso rettile che uccideva con lo sguardo, in realtà semplicemente un grande lucertolone con una cresta a corona sul capo e lungo tutto il dorso. La chiesetta presenta un porticato sorretto da due robuste colonne rotonde e da un piccolo campanile, su una parete vi è impressa la data 1834 ma si suppone che sia molto più antico.
Nel territorio di Cintano sorge il Santuario di Piova, edificato nel XVIII secolo su una cappella preesistente poiché fu costruito su un antico pilone già trasformato in piccolo santuario e dedicato alla Madonna del Ponte, ancora oggi visibile nell’icona sopra all’altare maggiore nella secentesca chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie caratterizzata da un atrio a tre porticati e da statue di terracotta, annesso alla cappella vi è un edificio che fu adibito al ricovero dei pellegrini e a ospedale napoleonico.
La chiesa parrocchiale di Colleretto Calstelnuovo è dedicata a S. Antonio e risale al 1843 mentre poco lontano troviamo una torre cilindrica medievale costruita in pietra, unico elemento rimasto del castello feudale dei S. Martino probabilmente raso al suolo durante la rivolta dei Tuchini avvenuta in Canavese verso la fine del XIV secolo.
Partendo dalla borgata Castelletto, costituita da case datate 1664, si può giungere con una breve passeggiata in un paesaggio incantevole, alla diga che sbarra il corso delle acque del torrente Piova alimentando una piccola centrale; alzando gli occhi possiamo vedere sulla sommità della collina, il campanile della parrocchiale di S Anna dei Boschi.
Dal piazzale dietro la parrocchiale si diparte la strada che porta al Santuario di S. Elisabetta; su un ampio belvedere da cui lo sguardo può spaziare su buona parte del Canavese (una delle migliori balconate sul canavese), fino a raggiungere Torino e oltre, sorge la chiesetta che, edificata nel 1796 accanto a un’antichissima cappella, ospita un dipinto di Peracio (artista del XVII secolo).
Poco lontano vi è un impianto sciistico, efficiente e ben attrezzato.
Lungo il percorso troviamo parecchie borgate, la cappella di S. Grato e la Cappella della Visitazione.
A Borgiallo la settecentesca chiesa dedicata a S. Nicolao e all’Assunta sorge leggermente isolata dal paese, costruita sulla base di un edificio sacro di origine romanica conserva l’antico campanile di impianto fruttuariense. Nella borgata Pianezze, la piccola chiesa è dedicata a S Domenico e alla Consolata mentre sulla strada che porta a Chiesanuova vi è l’antica cappella di S. Carlo accanto alla quale si possono notare case molto antiche, con portali d’ingresso di notevole interesse.
Sulla strada principale che collega Borgiallo a Cuorgnè vi è un’antica cappella …………
La parrocchiale di Chiesanuova è dedicata a S. Maria Maddalena e risale al XVIII secolo ma tutto il borgo, è di origine medioevale poiché fu feudo dei San Martino di Castelnuovo che assunsero il nome di Chiesanuova dal 1400. Salendo da Cuorgnè avremo anche trovato appena a lato della strada la semplice cappella dedicata a S. Rocco, sormontata da un piccolo campanile a vela.
Sulla strada che porta a Borgiallo si trova il santuarietto dedicato alla Madonna della Consolata, eretto nel 1823, piccola ma graziosa costruzione estremamente pittoresca.
Una interessante passeggiata ci può portare alla Cappella del Belice ………………………. attraversando zone prative e incantevoli boschi di betulle, nonché una piccola borgata denominata “I Piloni”, toponimo dovuto alla presenza di parecchie edicole votive affrescate da artigiani del luogo.
Se si hanno gambe allenate e buon fiato si può raggiungere Pian delle Vasche e la soprastante cava di quarzo.
Sant’Anna Boschi, Campo Canavese, Muriaglio e Filia sono quattro frazioni di Castellamonte che fanno parte del territorio della Valle Sacra.
Sant’Anna Boschi era conosciuta per i “Castelletti”, fenomeni di erosione naturale ormai completamente scomparsi, la chiesa è dedicata a Sant’Anna.
Campo Canavese e Muriaglio si raggiungono da un bivio posto sulla statale 565, appena imboccata la strada, sulla destra e posta nel territorio di Baldissero, vi è la cappella della Vespiola dedicata alla Madonna delle Grazie, uno dei templi più antichi della zona che conserva dietro all’altare un affresco quattrocentesco raffigurante i 12 apostoli con versetti dell’Evangelo in carattere gotico.
Ad un tratto la strada si biforca e, sulla sinistra si raggiunge l’abitato di Campo, superando due cappelle, S. Defendente e S. Anna, le case sono tutte raccolte intorno alla chiesa dedicata a S. Lorenzo (1300).
Sulla destra giungiamo a Muriaglio, con l’attuale chiesa ricostruita nel 1819 e dedicata ai Santi Pietro e Paolo, di questo borgo si ha notizia già nel 1122 in un atto di donazione dell’Abbazia di Novalesa in cui si parla dell’antica parrocchiale di cui non rimane traccia alcuna. Di origine secentesca sono le cappelle di Santa Croce e di S. Antonio.
A Filia, antica frazione esistente dal 1200, possiamo trovare l’antica chiesa, dedicata a S. Defendente e la nuova parrocchiale risalente al XVII secolo.
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